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Lavoro

Sono diverse le attività che svolgono i monaci dell'abbazia di Casamari. Tra queste ricordiamo l'insegnamento nell'Istituto san Bernardo, la farmacia e la liquoreria.

L'Istituto san Bernardo fu cotruito nel 1898, su iniziativa dell'abate Gabriele Paniccia e destinato inizialmente a sede di professi temporanei della Comunità; nel 1916 fu adibito a scuola apostolica per gli aspiranti alla vita monastica e, nel 1931, a sede di formazione monastica per i giovani etiopici ed eritrei giunti dal continente africano, dopo che l'anno precedente la Congregazione di Casamari aveva ricevuto dalla Santa Sede il compito di istituire il monachesimo cattolico in Etiopia e in Eritrea. Nel 1952, l'abate Nivardo Buttarazzi vi istituì una scuola e un collegio. Qui i monaci insegnano, seguono i giovani nelle attività ricreative e ne indirizzano il cammino di crescita secondo i principi e i valori cristiani e universalmente umani.

Antico quanto il monachesimo è poi l'uso di preparare infusi, decotti e sciroppi a scopo terapeutico sia per i monaci stessi sia per quanti bussano alla porta del monastero. Entro le mura di ogni abbazia benedettina c'era, infatti, quanto occorreva per l'assistenza ai malati: l'herbarium botanicum, l'armarium pigmentariorum, il valetudinarium, il nosocomium.

L'erbario era il locale in cui venivano conservate e manipolate erbe e foglie, radici e bacche dalle virtù curative raccolte nei campi. Ben presto, un angolo del monastero fu destinato alla coltivazione delle piante aromatiche e medicinali, l'hortus botanicus. Una volta essiccate, le erbe venivano conservate nell'armarium pigmentariorum, un armadio dalla robusta struttura, chiuso in modo tale da non lasciar filtrare troppa aria nè, soprattutto, luce perchè le erbe mantenessero inalterate le loro proprietà terapeutiche.

La prima farmacia di Casamari, di modeste dimensioni, fu costruita intorno al 1760 vicino all'ingresso al monastero riservato al passaggio degli operai e del bestiame; nel 1779 venne trasferita in un locale realizzato vicino all'hortus botanicus. Verso il 1820 ne fu costruita una più amplia, nell'odierna area verde sottostante alle finestre del museo e della pinacoteca, articolata in due sale: la prima era riservata alla preparazione dei farmaci, l'altra alla vendita dei liquori e dei medicinali. Da circa un sessantennio la farmacia è stata trasferita in un ampio locale vicino all'ingresso del monastero, di più facile accesso al pubblico.

Legata all'attività della farmacia era in origine quella della liquoreria, poichè anche i preparati a base di erbe e di alcool avevano scopo medicamentoso. La straordinaria competenza e abilità dei monaci ha dato origine a squisiti liquori, quali l'Elixir San Bernardo, l'Elixir Sett'Erbe, il Rosolio Stomatico, il Rosolio al mandarino, il Rosolio al caffè, la Sambuca, il "Centerbe" Cereate Liquor, la Ferrochina, il "Millefiori" Gran Liquore Casamari e la Tintura imperiale.

Grazie alla cllaborazione tra i monasteri della Congregazione e di altri Ordini monastici, nella liquoreria dell'abbazia sono in vendita oggi specialità, soprattutto galeniche, provenienti da ogni parte d'Italia, oltre a guide, libri, ceramiche e articoli religiosi.