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Preghiera

L'Ordine cistercense è nato dall'esigenza di un ritorno allo spirito genuino e autentico della Regola di san Benedetto, per attingere in essa il valore evangelico fondamentale della ricerca di Dio attraverso la preghiera e il lavoro.

Nella Regola, san Benedetto definisce il monaco come "colui che veramente cerca Dio", che entra nel monastero alla "scuola del servizio del Signore" perchè "nell'esercizio delle virtù e della fede, con il cuore dilatato, percorra la via dei divini precetti nell'indicibile soavità dell'amore".

La vita del monaco, secondo l'immagine di san Benedetto, è un cammino orientato alla ricerca di Dio e animato dalla speranza di raggiungere, nella visione beatifica, la piena comunione di amore con Lui. Alla ricerca di Dio e all'esercizio dell'amore, della fede, della speranza e delle altre virtù sono finalizzati i tre momenti attorno a cui è articolata la giornata della comunità monastica di Casamari: la preghiera (Opus Dei), la lettura delle divine Scritture (lectio divina) e il lavoro (labor manuum).

La vita di preghiera si snoda attorno alla messa conventuale,  animata dal canto gregoriano, con cui la comunità, e insieme ciascun monaco, rivive e rinnova il patto nuziale con Cristo nella Chiesa. Nella tradizione monastica, ha rivestito sempre un'importanza e un significato pregnante la veglia durante la notte, nella preghiera e nell'ascolto delle letture. La spiritualità si riveste, in queste ore della notte, dell'insonnia tormentosa della sposa del Cantico dei Cantici: "Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amato del mio cuore; l'ho cercato, ma non l'ho trovato. Mi alzerò e farò il giro della città; per le strade e per le piazze, voglio cercare l'amato del mio cuore" (3, 1-2 ) e dell'amore bruciante di Maria Maddalena che "il giorno dopo il sabato si recò al sepolcro di mattino, quando ancora era buio" (Gv 20, 1). Altri momenti forti della preghiera comunitaria sono le celebrazioni delle Lodi e dei Vespri, all'aurora e al tramonto, simbolicamente vissuti come l'inizio e la fine della vita. La giornata si conclude con la celebrazione della Compieta, seguita dal canto della Salve Regina, con cui la comunità monastica si abbandona tra le braccia della Madre del cielo durante le ore del grande silenzio.

La ricerca di Dio è sostenuta da lectio divina, la lettura personale e vitale della Parola di Dio, punto di partenza di un itinerario di conversione, di un processo spirituale in cui, attraverso la meditazione, la Parola di Dio penetra nella profondità dello spirito, tocca le fibre più intime del cuore e spinge il monaco alla preghiera e alla contemplazione.

Infine, il lavoro, coordinato e organizzato in vista del benessere comune, è non soltanto un esercizio di ascesi penitenziale e una necessità imposta dalla legge della sussistenza, ma anche un momento di creatività e un mezzo di progresso. Il lavoro monastico ubbidisce, infatti, non alle regole dell'affermazione personale e del massimo profitto, ma al disegno di elevazione spirituale del monaco e all'esigenza di testimonianza della carità cristiana.

Ne risulta, nel ritmo della vita monastica, un avviluppamento ed una compenetrazione, un fluire e un refluire tra Opus Dei, lectio divina e labor manuum, i tre momenti della giornata finalizzata alla ricerca di Dio.