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Refettorio

All'inizio della navata destra della chiesa, una porta detta dei "conversi" perchè costituiva l'ingresso in chiesa riservato ai fratelli conversi - immette in un pianerottolo da cui, a sinistra, si ritorna nel chiostro e, a destra, si accede all'attuale refettorio dove i monaci prendono i pasti comunitariamente.

Il locale era il dispensarium (deposito dei prodotti agricoli) dell'abbazia. Le volte a crociera non costolonate con pietre incuneate - come si può osservare nella portineria che costituisce l'ultima campata dell'antico dispensarium - sono state intonacate, come le pareti, nel restauro del 1952: da quella data la sala è stata adibita a refettorio della comunità.

Lungo 37 metri e largo 11, austero ma luminoso grazie a una serie di alte finestre rettangolari, il refettorio è scandito da due navate e sette campate da robuste colonne, di forma cilindrica, coronate da capitelli ottagonali da cui si dipartono archi longitudinali a sesto acuto - tranne l'ultimo a tutto sesto - e archi trasversali a sesto acuto che ricadono sui piedritti addossati alle pareti.

L'aura di silenzio e il clima di ascolto, esigenze ineludibili nella vita del monaco, vengono rigorosamente custoditi durante i pasti, secondo la prescrizione della Regola di san Benedetto: "Alla mensa dei fratelli non deve mancare la lettura. Si osservi il più assoluto silenzio, in modo che in refettorio non si oda bisbiglio o voce di nessuno se non quella di chi legge e nessuno si permetta di fare qualche domanda sulla lettura stessa o su altro argomento per non dare occasione di rompere il silenzio".